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IL MALE DOVE MENO TE LO ASPETTI
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Sono in crisi dammi un consiglio!

Ecco una delle cose che sempre più spesso mi chiedete. E quando rispondo il mio obiettivo è sempre e solo uno: essere quanto più “giusta” possibile.

Non è semplice, davvero. Stranamente è molto più facile essere “buona” piuttosto che giusta.

Perché preferirei essere buona e rinforzare il tuo bisogno di approvazione e dirti che “hai ragione tu”. Ma non sempre è la cosa più giusta da fare per aiutarti. Molto meglio indirizzarti verso un bene maggiore.

Quindi per rispondere alla tua richiesta oggetto del titolo, io partirei, parlandoti di una normativa europea, parecchio datata ma molto interessante.


Parlo della Convenzione di Strasburgo sull’esercizio dei diritti dei fanciulli del 25 gennaio 1961, maestosa quanto a suggerimenti in materia di diritto di famiglia.

Quindi puoi stare tranquillo sulla autorevolezza della fonte che ispira la mia risposta.

 
Talmente importante che, a parere mio, dovrebbe diventare la pietra d’angolo per qualunque professionista che decida di dedicare la propria attività di studio al diritto di famiglia.

Prima di tutto contiene un esplicito invito alle famiglie a raggiungere accordi ed a ricorrere ai giudici e alle autorità amministrative competenti in tema di custodia e tutela del minore solo quando non vi siano altre soluzioni.


Invito per i componenti delle famiglie ma monito per i professionisti ai quali questi si rivolgono.


Nelle controversie in materia di famiglia, che coinvolgono diritti fondamentali della persona e, soprattutto, gli interessi dei minori, è fondamentale che i professionisti rispettino gli obblighi di lealtà, probità e trasparenza.

Quindi è imposto agli avvocati l’uso di un linguaggio rispettoso dei diritti e della dignità delle persone nell’ assolvimento dei propri obblighi difensivi. Ciò proprio per la delicatezza delle questioni trattate, che coinvolgono le sfere più intime della persona e, soprattutto, dei minori. 

Si sollecita il ricorso alla “pacatezza dei toni” e “compostezza delle espressioni utilizzate” nei confronti di un genitore il quale se pur controparte, resta un genitore dei figli coinvolti nella crisi familiare.

Ciò è ovviamente più difficile in quei casi in cui l’avvocato deve descrivere dei comportamenti inadempienti degli obblighi nascenti dal matrimonio oppure delle carenze genitoriali sottese alla crisi familiare.


Ugualmente è necessario trovare i modi giusti e lo stile giusto di difesa e accusa ed anche i giusti tempi per sostenere le argomentazioni.

A tali principi si associano quelli di verità e trasparenza nella fase iniziale della difesa.

E’ fatto obbligo ai genitori di fornire nelle comunicazioni con il proprio legale, sin dall’inizio del procedimento, ogni notizia utile a rappresentare la situazione patrimoniale e reddituale delle parti in causa.

Dovrai, dunque, rispettare i principi di verità e trasparenza e consentire al tuo avvocato (ed eventualmente al giudice) di venire a conoscenza di tutte le informazioni reddituali e patrimoniali necessarie per adottare una decisione equa anche in punto di condizioni economiche. 

E lo so che tutto questo può sembrarti solo teoria e una pioggia di parole, però ti assicuro che basterebbe applicare solo un quarto di quanto dice questa vecchia norma europea per evitare gran parte dei casini processuali che segnano la fine di famiglie che, anche se in modo diverso, sarebbero potute rimanere famiglie.


Impegnati tu per primo a cercare professionisti che dei doveri di cui sopra facciano un mood della propria attività e consulenza professionale ed ai quali affidare le sorti della tua famiglia ed il destino dei tuoi figli.

La responsabilità iniziale la hai tu.

Se vuoi saperne di più chiedi qui https://www.separarsimeglio.it/contact/