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Il lockdown e l’obbligo di mantenimento.

Si può alleggerire l’assegno di mantenimento dovuto all’ex?

Oggi, con la collaborazione della Dott.ssa Ilenia Vella, scioglieremo alcuni dubbi innescati dal lockdown in materia di famiglia ed in particolare sugli obblighi di mantenimento.

Peraltro mantengo la parola data sul mio profilo Instagram dove chi mi segue, a stragrande maggioranza, ha richiesto un articolo sul tema.

Io sono ben lieta di sciogliere alcuni nodi su questo tema specifico perché sono consapevole degli effetti positivi che una sana condivisione di informazioni crea. In alcuni casi riduce anche il contenzioso ed, in materie delicate come queste, è senz’altro una vittoria. Almeno per me.

Un dato di fatto è che la crisi economica causata dalle misure di contenimento del Coronavirus ha abbassato il reddito di tanti lavoratori. Fra questi chi ne paga le spese in misura quasi raddoppiata sono i genitori sui quali grava l’obbligo di mantenimento (di figli o ex mogli pure di entrambi) a causa della separazione.

In alcuni casi si parla di cifre consistenti mensili e in considerazione della grave diminuzione in percentuale di molti stipendi, per alcuni genitori è impossibile far fronte a questi impegni.

Sono, infatti, molte le categorie che non sono in grado di pagare gli assegni a favore dell’ex o dei figli non autosufficienti stabiliti al momento della separazione, del divorzio o della fine della relazione di fatto.

Infatti siete molti a contattare lo studio per cercare di capire come comportarsi.

Quasi tutti pongono la stessa domanda:

commetto reato se non pago l’assegno mensile stabilito da un provvedimento del giudice o da un accordo di negoziazione assistita raggiunto con l’ex?

La questione è molto delicata in quanto, l’omissione del versamento nella misura stabilita dal giudice, integra gli estremi di una violazione agli obblighi di assistenza familiare disciplinata dal codice penale all’art. 570, il quale punisce con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a 1.032 euro chi non assolve a detti obblighi.

Questo spiega perché chi non riesce a far fronte agli obblighi di mantenimento non può quindi solo non pagare, ma deve modificarli.

Primo passo da compiere è esaminare, per colui che deve pagare l’assegno all’ex, il proprio reddito e verificare che ci sia stata una contrazione, un peggioramento rispetto al momento in cui la somma era stata stabilita.

A questo punto chi è in difficoltà a pagare l’assegno può proporre all’ex partner beneficiario una sospensione o un accordo sulla riduzione concordata della somma per un periodo di tempo determinato.

La richiesta di modifica presuppone che i redditi si siano ridotti in modo stabile ed effettivo tanto da impedire all’ex di pagare i contributi stabiliti in passato.

Questo aspetto va valutato molto attentamente e quindi si consiglia di farsi aiutare da un commercialista o un consulente del lavoro, che con una relazione, il più chiara possibile, indicherà le cause e l’evoluzione della crisi reddituale.

Stando così le cose occorre sapere che, per le coppie separate o divorziate, la modifica delle condizioni economiche può essere concordata con un accordo di negoziazione assistita per il tramite del legale.

Il raggiungimento dell’accordo, però, non sempre dà buoni risultati.

Infatti se, da un lato, per chi dovrebbe pagarlo, l’assegno diventa insostenibile, dall’altro la sua riduzione mette in difficoltà il beneficiario.

Inoltre, non bisogna dimenticare, che sino al momento del provvedimento di modifica, quanto era stato disposto all’atto della rottura continua ad essere efficace e obbligatorio per l’onerato; quindi l’accordo sulla riduzione o sulla sospensione del pagamento vale solo come elemento di pacificazione momentanea.

A tal proposito, ove non è possibile raggiungere l’accordo con l’ex beneficiario dell’assegno, occorre rivolgersi al giudice e depositare presso il Tribunale del luogo di residenza del beneficiario dell’assegno, l’istanza di modifica delle condizioni economiche allegando tanta documentazione utile a fondare la richiesta.

Dopo il deposito del ricorso, si attende la fissazione dell’udienza di discussione che sarà trattata in camera di consiglio e valuterà la fondatezza della domanda di modifica delle condizioni, tenendo presente, però, che pandemia ha reso più complicato lo svolgimento di trattazione delle udienze allungandone i tempi di attesa.

Insomma l’iter da seguire è lungo ma se ne vale la pena si deve intraprendere quanto più velocemente possibile proprio per evitare di arrivare con l’acqua alla gola, non pagare, trovandosi poi in un mare di guai.

Come concludere quindi?

Senz’altro ti esortiamo a chiedere al tuo avvocato di intervenire e consigliarti nel modo più opportuno. Questa sarebbe la soluzione migliore. L’altra cosa che puoi fare, se il tuo ex è ragionevole e comprensivo, è senz’altro trovare un accordo con lui/lei cercando di contemperare le rispettive esigenze quantomeno il tempo utile a ristabilire il tuo equilibrio economico. In questo caso scriverete due righe, le firmerete e le terrete custodite entrambi in copia originale con documento di identità.

E CHE DIRE…SPERIAMO CHE ANDRA’ TUTTO BENE